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QUANDO SI USAVA LA PENNA
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L’idea
di servirsi dei segni per rappresentare e comunicare pensieri e parole
fu una delle imprese più grandi dell’immaginazione umana: può darsi
perfino che l’invenzione della scrittura abbia agevolato più di
qualunque altra idea lo sviluppo sociale e culturale. Su
alcuni libri si legge che nelle società più antiche la conoscenza
della scrittura era più di un privilegio, era una funzione sociale,
legata alla religione ed all’arte di governare. Non
si sa quando e come si cominciò a scrivere; su diversi testi si legge
che gli uomini scrivevano già alcuni secoli prima del 3000 a.C., in
quanto sono giunte fino a noi tavolette di creta scritte dai Sumeri
della Mesopotamia intorno a quell’epoca, in cui le prime forme erano
sicuramente pittoriche. La
scrittura pittorica, oggi considerata il primo stadio della scrittura
vera e propria, consiste in disegni che si susseguono a formare una
narrazione o una catena di idee. Dalla
scrittura pittorica si è passati alla scrittura ideografica e poi
analitica, fino all’invenzione dei sistemi fonetici – dapprima
sillabici e poi alfabetici - che
ha reso la scrittura più semplice, favorendone la flessibilità e
riducendo grandemente il numero dei simboli necessari. La
scrittura rappresenta un mezzo universale di comunicazione e fare
calligrafia significa porre l’attenzione alle regole di bellezza e di
armonia che governano la forma delle lettere. Anche
i Romani avevano una grande cura nel disegnare e scolpire le lettere
delle scritte ufficiali, tanto che ancora oggi le lettere di tipo romano
sono alcune tra le più belle, leggibili ed equilibrate. In
Italia è nato il "corsivo", ovvero la scrittura inclinata
verso destra. Questo stile conferisce un senso di grande eleganza ma
anche di maggior confidenzialità e si allontana dalla solennità del
maiuscolo romano. La Cancelleria pontificia, ad esempio, inviava
lettere in questo stile ai vari vescovi e regnanti, tanto che divenne il
tipico stile "regale". Infatti, dalla parola
"cancelleria" deriva il suo nome di "cancelleresco"
(usato in Italia) o di "cancery" (usato in Inghilterra). Gli
anglosassoni ancor oggi chiamano il corsivo Italic perché lo vedevano
sulle lettere provenienti dall'Italia. Per
la cultura occidentale l’Italia rappresenta un importante riferimento,
avendo costruito in duemila anni di storia un ricchissimo patrimonio di
scritture ancora oggi considerate modelli fondamentali, come ad esempio
le calligrafie originali che i nostri predecessori utilizzavano nei
periodi che vanno dal V° sec.a.C. al XVIII°, quali: rustica, capitale
quadrata romana, onciale, gotico, cancelleresco corsivo, rotondo e
corsivo inglese. La
tecnologia e la diffusione di computers in ogni dove ha fatto si che la
penna quasi non si usa più. Anche nelle scuole la “bella
calligrafia” non esiste più. In un cassetto di un vecchio mobile ho trovato alcuni esempi di scrittura riportanti il tipo di carattere, le dimensioni delle lettere e la loro angolazione il tipo di penna, ecc.. Sfogliate le pagine che seguono ed ammirate lo stile e l’armonia di una bella calligrafia. |